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	<title>BeModa &#124; Moda: collezioni, sfilate, tendenze e campagne &#187; Confcommercio</title>
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	<description>Il blog sulla moda con le ultime news su sfilate, collezioni, look, campagne, stilisti, anteprime, eventi in Italia e all&#039;estero.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 15:03:43 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Scatta il verde per i saldi estivi!</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 15:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Circa 282 euro la spesa media per famiglia Prenderanno il via domani nelle principali città italiane i saldi estivi 2010: Napoli e Potenza le prime città a partire, il 2 luglio, seguite il giorno dopo da Roma, Milano, Torino, L’Aquila e via via le altre città fino a Venezia dove gli amanti dello shopping dovranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1221" src="http://bemoda.it/files/2010/07/saldi.jpg" alt="" width="550" height="367" /></p>
<p><em><strong>Circa 282 euro la spesa media per famiglia</strong></em></p>
<p>Prenderanno il via domani nelle principali città italiane i saldi estivi 2010: Napoli e Potenza le prime città a partire, il <strong>2 luglio</strong>, seguite il giorno dopo da <strong>Roma</strong>, <strong>Milano</strong>, <strong>Torino</strong>, <strong>L</strong>’<strong>Aquila</strong> e via via le altre città fino a <strong>Venezia</strong> dove gli amanti dello shopping dovranno attendere il <strong>17 luglio</strong> per i loro acquisti.</p>
<p><span id="more-1219"></span></p>
<p>Ogni famiglia – secondo le stime dell’<strong>Ufficio Studi Confcommercio</strong> – spenderà, in media, per l’acquisto di articoli in saldo, poco più di<strong> 282 euro </strong>per un valore complessivo di circa <strong>4,2 miliardi di euro</strong> (il 12% circa del fatturato totale annuo del settore abbigliamento e calzature).</p>
<p>Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, occorre ricordare alcuni<strong> principi di base</strong>:</p>
<ol>
<li><strong>Cambi</strong>: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.</li>
<li><strong>Prova dei capi</strong>: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.</li>
<li><strong>Pagamenti</strong>: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l&#8217;adesivo che attesta la relativa convenzione.</li>
<li><strong>Prodotti in vendita</strong>: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.</li>
<li><strong>Indicazione del prezzo</strong>: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.</li>
</ol>
<p>Ecco il calendario con le date de<strong>i saldi estivi 2010</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Abruzzo</strong>: 3 luglio – 31 agosto</li>
<li><strong>Basilicata</strong>: 2 luglio – 2 settembre</li>
<li><strong>Calabria</strong>: 3 luglio – 31 agosto</li>
<li><strong>Campania</strong>: 2 luglio per 90 giorni</li>
<li><strong>Emilia Romagna</strong>: 3 luglio – 4 settembre</li>
<li><strong>Friuli Venezia Giulia</strong>: 3 luglio – 30 settembre</li>
<li><strong>Lazio</strong>: 3 luglio – 13 agosto</li>
<li><strong>Liguria</strong>: 9 luglio per 45 giorni</li>
<li><strong>Lombardia</strong>: 3 luglio  per 60 giorni</li>
<li><strong>Marche</strong>: 3 luglio – 30 settembre</li>
<li><strong>Molise</strong>: 3 luglio – 14 settembre</li>
<li><strong>Piemonte</strong>: tra il 1° luglio e il 30 settembre</li>
<li><strong>Puglia</strong>: 3 luglio – 15 settembre</li>
<li><strong>Sardegna</strong>: 8 luglio – 8 settembre</li>
<li><strong>Sicilia</strong>: 3 luglio – 15 settembre</li>
<li><strong>Toscana</strong>: 7 luglio – 7 settembre</li>
<li><strong>Umbria</strong>: 3 luglio – 31 agosto</li>
<li><strong>Valle d&#8217;Aosta</strong>: Tra il 10 luglio e il 30 settembre</li>
<li><strong>Veneto</strong>: 17 luglio – 31 agosto</li>
</ul>
<p>Fonte immagine: <em>Partecipiamo.it</em></p>
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		<title>&#8220;Scattati&#8221; i saldi invernali</title>
		<link>http://bemoda.it/1142/scattati-i-saldi-invernali/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 10:14:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi moda]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 2 gennaio sono inizati i saldi a Napoli, Roma, Bologna e Milano. L&#8217;ultima città a seguire è Aosta il 10 gennaio. La spesa media stimata è di 400 euro a famiglia. Come riporta il sito: www.becommerciale.it, secondo quanto rileva Confcommercio, l’87% dei commercianti è favorevole ad una data unica di inizio dei saldi. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1182" title="saldi" src="http://becommerciale.it/files/2010/01/saldi.jpg" alt="saldi" width="520" /></p>
<p><strong><em>Il 2 gennaio sono inizati i saldi a  Napoli, Roma, Bologna e Milano. L&#8217;ultima città a seguire è Aosta il 10 gennaio. La spesa media stimata è di 400 euro a famiglia. </em><br />
</strong><br />
Come riporta il sito: <a title="BEcommerciale" href="http://becommerciale.it" target="_blank">www.becommerciale.it</a>, secondo quanto rileva <strong>Confcommercio</strong>, l’87% dei commercianti è favorevole ad una <strong>data unica </strong>di inizio dei saldi.</p>
<p><span id="more-1142"></span>I negozi di <strong>Napoli</strong>, <strong>Roma</strong>, <strong>Bologna</strong>, <strong>Milano</strong>, <strong>Venezia </strong>e <strong>Palermo </strong>sono stati i primi a scoprire il <strong>2 gennaio</strong> le vetrine “ vestite a saldo”, mentre il giorno seguente è toccato a quelli di Trieste ed il <strong>5 gennaio</strong> agli esercizi di <strong>Torino </strong>e <strong>Genova</strong>. Ultimi a partire saranno i commercianti di <strong>Aosta</strong>, il <strong>10 </strong>del mese.</p>
<p>Le date sono<strong> diverse da Regione a Regione</strong> e ogni anno non mancano, puntuali, le <strong>polemiche </strong>sull’inizio dei saldi. Da un recente sondaggio Format-Confcommercio è risultato che l’<strong>87,2%</strong> dei commercianti intervistati è favorevole ad una <strong>data unica di inizio dei saldi </strong>invernali ed estivi.</p>
<p>Se ci sono forti consensi per un<strong> inizio unificato</strong> dei saldi in tutta <strong>Italia </strong>non risulta lo stesso sul tema liberalizzazione: lo stesso sondaggio pone al campione di intervistati l’interrogativo se sono o meno favorevoli ai<strong> saldi liberi</strong>: le risposte dicono che il <strong>70%</strong> degli imprenditori del commercio non sono d’accordo con una <strong>totale liberalizzazione</strong> dei saldi, in particolare perché per il<strong> 55,2%</strong> dei commercianti intervistati non porterebbe ad un aumento dei consumi e quindi a <strong>maggiori vendite.</strong></p>
<p>Il presidente <strong>Renato Borghi</strong>, al vertice di <strong>Federmoda/Confcommercio</strong>, non ha dubbi: <em>“è arrivato il momento di mettersi intorno ad un tavolo e cominciare a ridisegnare le regole per le vendite straordinarie: i saldi non devono essere di “inizio stagione” ma di “fine stagione”. Garantire le più ampie possibilità di acquisti a prezzi favorevoli per i consumatori è una priorità che può essere garantita dall’eliminazione di ogni vincolo sulle vendite promozionali”. </em></p>
<p>Ogni <strong>famiglia </strong>quest’anno spenderà poco più di<strong> 400 euro</strong> per <strong>abbigliamento </strong>ed accessori, per un totale di spesa di<strong> 6,1 miliardi di euro </strong>che va ad incidere per il 21% sul fatturato del settore. Conclude <strong>Borghi</strong>: <em>“nel contesto generalizzato della crisi il settore della moda è stato sicuramente tra i più colpiti: le vendite della stagione A/I hanno registrato un andamento assolutamente debole e di conseguenza le scorte nei negozi sono elevate. L’ampia offerta quindi di prodotti e sconti medi superiori al 40% ci fanno sperare in una stagione di saldi</em><em>”.</em></p>
<p><em>[fonte: Confcommercio.it]<br />
</em></p>
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		<title>Saldi estivi al nastro di partenza</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 15:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Iniziata da Campobasso la &#8220;corsa&#8221; agli acquisti scontati Ogni famiglia – secondo le stime di Confcommercio – spenderà, in media, poco più di 240 euro, per un valore complessivo di circa 3,6 miliardi di euro. Luglio è tempo di saldi e la prima città a partire con le vendite a prezzi scontati è stata Campobasso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1029" src="http://bemoda.it/files/2009/07/saldi-estivi.jpg" alt="saldi-estivi" width="406" /></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>Iniziata da Campobasso la &#8220;corsa&#8221; agli acquisti scontati</strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Ogni famiglia – secondo le stime di Confcommercio – spenderà, in media, poco più di 240 euro, per un valore complessivo di circa 3,6 miliardi di euro.</em></p>
<p style="text-align: justify">Luglio è tempo di saldi e la prima città a partire con le vendite a prezzi scontati è stata Campobasso. A seguire, tra le grandi città, Napoli il 2 luglio, e Bari, Bologna, Milano, Palermo, Roma, Torino, Venezia tutte il 4 luglio. Ultima, Bolzano dove gli amanti dello shopping dovranno attendere il 15 luglio.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-1028"></span>Interessante, anche per capire come reagiranno il mercato e i consumatori, sarà il “test” di Trento dove, grazie ad una recente legge Provinciale, per la prima volta i saldi estivi partono con le nuove regole di liberalizzazione con periodi stabiliti dagli stessi commercianti.</p>
<p style="text-align: justify">Ogni famiglia – secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio – spenderà, in media, poco più di 240 euro per l’acquisto di articoli in saldo, per un valore complessivo di circa 3,6 miliardi di euro (il 12% circa del fatturato totale annuo del settore abbigliamento).</p>
<p style="text-align: justify">“Le vendite estive – ha dichiarato Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Federmoditalia, l’associazione nazionale di categoria aderente a Confcommercio – non stanno andando bene sia per una generalizzata crisi dei consumi  che interessa tutti i settori e, in maniera particolarmente pesante, il comparto abbigliamento, accessori e calzature, sia per fattori legati a condizioni climatiche poco favorevoli.</p>
<p style="text-align: justify">Un parziale recupero potrà avvenire grazie ai saldi estivi che rappresentano, indubbiamente, un’importante occasione per le famiglie di poter acquistare articoli con sconti che in media saranno superiori al 30%. C’è comunque una aspettativa ottimistica derivante dai dati Isae che confermano come la fiducia delle famiglie sia in ripresa”.</p>
<p style="text-align: justify">Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio ricorda alcuni principi di base:</p>
<ol style="text-align: justify">
<li>Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.</li>
<li>Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.</li>
<li>Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l&#8217;adesivo che attesta la relativa convenzione.</li>
<li>Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.</li>
<li>Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify">Confcommercio segnala, inoltre, le varie iniziative promosse sull’intero territorio nazionale da Federmoditalia, come “Saldi Chiari”, “Saldi Trasparenti”, “Saldi Tranquilli”.</p>
<p style="text-align: justify"><em>[Fonte: Confcommercio.it]</em></p>
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